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Omitaliane ® | Le Nuove Onde Medie Italiane

L’EMRGENZA in Auto non è una scelt adi CASTA: #AmInAuto UNICO presidio salvavita | OMItaliane

Negli ultimi mesi governi e istituzioni europee hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della resilienza delle comunicazioni. Dalle strategie adottate in diversi Paesi per migliorare la preparazione alle emergenze – come la campagna britannica “Be Ready” del Cabinet Office o la EU Preparedness Union Strategy promossa a livello comunitario – emerge la conclusione ormai condivisa che nelle situazioni di crisi la radio sia uno degli strumenti più affidabili e immediati per raggiungere la popolazione.

In questo contesto si inserisce la campagna #RadioInAuto promossa da Confindustria Radio Televisioni (CRTV), che richiama l’attenzione sul rischio che l’evoluzione delle auto connesse possa ridurre l’accessibilità della radio nei veicoli, sollecitando l’approvazione rapida di una norma italiana per garantire la presenza di FM e DAB+ sulle vetture di nuova immatricolazione, leggi

Tuttavia, l’analisi dell’industria radiotelevisiva presenta un’omissione strutturale e politica gravissima che OMItaliane, pioniera di questa battaglia da oltre otto anni, intende denunciare con fermezza.

La svolta “opportunistica” dell’industria e l’appropriazione di una battaglia storica

Per quasi un decennio, la difesa della radio come infrastruttura critica, presidio d’emergenza e pilastro della libera espressione è stata un’iniziativa portata avanti in solitudine da realtà come OMItaliane. Assistere oggi alla riscoperta tardiva di questi temi da parte delle grandi sigle editoriali evidenzia un paradosso: si adotta la narrativa della sicurezza pubblica per tutelare interessi commerciali e di posizione.

Ma ciò che è più grave è la modalità con cui si persegue questo obiettivo: un’operazione di esclusione e di casta che seleziona unicamente le piattaforme FM e DAB+, eliminando deliberatamente la banda AM (Onde Medie).

I limiti di FM e DAB+ di fronte al blackout reale

Se l’obiettivo è realmente quello di garantire la protezione civile e l’informazione alla popolazione durante catastrofi climatiche, attacchi cyber o blackout elettrici prolungati che omitaliane.it da sempre ha messo in evidenza , l’affidamento esclusivo a FM e DAB+ rivela un’evidente debolezza tecnica:

  • Dipendenza dalle infrastrutture locali: Sia le reti FM sia quelle digitali DAB+ si basano su una fitta e vulnerabile catena di ripetitori territoriali, tralicci e ponti radio alimentati elettricamente. Qualora un evento sismico, un’alluvione o un blocco energetico metta fuori uso le stazioni locali, il segnale scompare.
  • Assenza di copertura strategica a lunga distanza: FM e DAB+ operano a frequenze con portata limitata e richiedono visibilità ottica o quasi. Senza la rete capillare di impianti intermedi, il cittadino all’interno del veicolo resta privo di ogni contatto con le autorità.

Il valore insostituibile delle Onde Medie (AM) e il principio del pluralismo

Escludere l’AM significa privare il Paese del più potente e collaudato presidio salvavita a lungo raggio, grazie più di 30 emittenti private in Italia:

  1. Propagazione ionosferica e grande raggio: Un singolo impianto trasmissivo in Onde Medie ad alta potenza, situato anche a centinaia di chilometri dalla zona colpita dal disastro o fuori dai confini nazionali, può coprire l’intero territorio senza dipendere da ponti radio locali con potenze irrisorie.
  2. Accessibilità universale e semplicità: l’AM richiede apparati riceventi con requisiti energetici e circuitali minimi, garantendo la ricezione anche in condizioni estreme.
  3. Pluralismo e democrazia: la banda AM rappresenta uno spazio di indipendenza da sempre legato alla libera espressione di broadcast indipendenti e locali, al di fuori del monopolio e delle logiche delle grandi concentrazioni editoriali.

La radio non è una “casta”!

OMItaliane non persegue una politica d’esclusione tecnologica. Al contrario, la nostra posizione è autenticamente inclusiva: sosteniamo la complementarietà di tutti i vettori trasmissivi.

Il DAB+ e la FM rappresentano standard importanti per l’ascolto ordinario del servizio quotidiano, ma non possono e non devono sostituire l’AM quando si definiscono le dotazioni di sicurezza e di resilienza nazionale sui veicoli e sul territorio.

Le istituzioni non devono piegarsi a norme di comodo che favoriscono scelte di “casta”. Se l’Italia vuole davvero dotarsi di una normativa all’avanguardia per la tutela della popolazione in caso di emergenza, la presenza della banda AM deve rimanere un requisito imprescindibile all’interno dei sistemi radiofonici dei veicoli di nuova immatricolazione. La sicurezza dei cittadini e il pluralismo dell’informazione non si barattano.

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