In un panorama radiofonico in continua evoluzione, sentiamo spesso circolare inesattezze e vecchi miti riguardo alle Onde Medie (OM). C’è chi le definisce “morte”, chi pensa siano un rifugio per nostalgici e chi crede che la burocrazia sia un muro insormontabile.
Come OMItaliane, associazione che aggrega editori radiofonici in AM e promuove la digitalizzazione del comparto, sentiamo il dovere di fare chiarezza. Ecco i fatti, i dati e la realtà normativa per chi fa (e vuole fare) Radio sul serio.
1. La Normativa: fine del monopolio e legalità certa
Non siamo più all’epoca dei trasmettitori Rai dismessi o dei “vuoti normativi”. Il percorso iniziato con la Legge n. 115 del 2015 (recepimento della procedura EU Pilot 3473/12/INSO) ha sanato l’infrazione europea, aprendo le frequenze OM agli operatori privati. Oggi gli editori in AM sono equiparati per legge a quelli in FM e DAB+ (Art. 22 del TUSMA). In Italia sono già oltre 30 le emittenti attive che operano con funzione di operatori di rete iscritti al ROC e detenenti regolari diritti d’uso. Non è un sogno, è un’opportunità concreta.
2. Tecnologia ed Efficienza: l’evoluzione del segnale
L’idea che la Radio AM richieda distese di ettari per le antenne e consumi elettrici insostenibili appartiene alla vecchia gestione monopolistica di Stato.
- Impianti Territoriali: Le radio attuali sono stazioni territoriali con potenze calibrate (fino a 1kW), che non necessitano delle mastodontiche torri del passato.
- Efficienza Energetica: I moderni trasmettitori a stato solido con tecnologia PWM (Pulse Width Modulation) in Classe D – omologati – raggiungono un’efficienza superiore all’80%. Questo significa costi di gestione elettrica drasticamente ridotti e un impatto ambientale minimo rispetto ai vecchi impianti a valvole o apparati di alcuni apparati in classe A/B.
3. La Rivoluzione Digitale: Il DRM è qui
Il futuro delle Onde Medie non è solo analogico. Il DRM (Digital Radio Mondiale) rappresenta il vero salto di qualità:
- Qualità e Copertura: Il DRM offre un audio digitale cristallino (pari all’FM/DAB) ma con la capacità di copertura vastissima tipica delle frequenze AM.
- Stato dell’Arte in Italia: Non stiamo parlando di teoria. Ben 5 emittenti italiane hanno già ottenuto il nullaosta ministeriale per la sperimentazione e i primi test sono stati avviati in stretta collaborazione con il Consorzio Mondiale DRM, di cui la nostra associazione è membro.
4. Il Mercato dei Ricevitori: un ecosistema in crescita
L’argomento “non ci sono radio per ascoltare” è smentito dai fatti:
- Automotive: Molte autoradio moderne integrano già chip multi-standard pronti per l’AM e il DRM. Nei grandi mercati asiatici come l’India e in CINA (dove il DRM ragiunge miliardi milioni di persone), l’AM è considerata vitale per la sicurezza nazionale e la resilienza.
5. DRM e Prominence: Difendere il posto della Radio in auto

OMItaliane è attivamente impegnata presso i tavoli tecnici di AGCOM per garantire la cosiddetta “User Interface Prominence”. L’obiettivo è strategico: assicurare che i servizi AM e DRM non vengano declassati o nascosti nei complessi dashboard digitali delle auto di nuova generazione, ma rimangano facilmente accessibili all’utente.
In quest’ottica, l’associazione partecipa con determinazione alla richiesta di modifica dell’Articolo 98-ter del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (relativo all’interoperabilità dei ricevitori radiofonici). La procedura mira a:
Inclusione Multi-standard: Estendere l’obbligo di interoperabilità non solo al DAB+, ma anche al DRM, garantendo che ogni ricevitore venduto nel mercato consumer e automotive sia in grado di decodificare tutti i segnali digitali aperti.
Parità di Accesso: Evitare discriminazioni tecnologiche che favoriscano unicamente le piattaforme IP o l’FM, tutelando il diritto degli editori in Onde Medie di raggiungere il proprio pubblico senza intermediazioni proprietarie.
Sicurezza e Resilienza: Sottolineare il ruolo dell’AM/DRM come standard fondamentale per le comunicazioni di emergenza e di pubblica utilità, che devono essere presenti di default in ogni veicolo.
In conclusione
La Radio in Onde Medie oggi non è un’operazione nostalgia. È una scelta strategica per editori che cercano indipendenza, copertura territoriale garantita e innovazione digitale. Le Onde Medie sono l’ultimo spazio libero dell’etere italiano, capace di rinascere moderno senza passare per i costi proibitivi dei grandi network.
Per approfondire la normativa, i costi e le procedure tecniche, trovate tutto nel nostro blog www.omitaliane.it.
