Omitaliane ® | Le Nuove Onde Medie Italiane

Prominence e l’Articolo 21: La Democrazia “A Numero Chiuso” e il Caso DRM30 | OMItaliane

La recente conferenza di Confindustria Radio Televisioni sulla Prominence ha delineato i contorni di una battaglia regolatoria presentata come una difesa del pluralismo. Tuttavia, un’analisi attenta dei singoli interventi rivela una visione asimmetrica: l’invocazione costante dell’Articolo 21 della Costituzione sembra servire più a blindare le posizioni degli editori dominanti che a garantire una reale libertà di espressione per tutti gli operatori autorizzati, inclusi i pionieri del DRM30.

1. Il Presidente Giacomo La Sorella (AGCOM): La Promessa e la prominence

Il Presidente Giacomo La Sorella ha aperto i lavori centrando il discorso sulla Delibera 250/23/CONS (spesso proiettata al 2025 nelle discussioni tecniche). Ha parlato della necessità di garantire la “trovabilità” dei servizi di interesse generale in un ecosistema dominato dagli algoritmi degli Over-The-Top (OTT)..

  • La posizione di OMItaliane: come ribadito durante la consultazione sulla delibera 250/23/CONS, il concetto di prominence resta puramente teorico se non include le onde medie digitali e analogiche (AM) e non impone ai costruttori l’integrazione del relativo standard nei ricevitori automotive. Con ben quattro emittenti che hanno già ottenuto il nulla osta ministeriale per il DRM30

2. Antonio Marano (CRTV): L’Articolo 21 come Scudo Protettivo

Antonio Marano ha puntato tutto sulla sovranità nazionale, definendo la radio un’infrastruttura strategica e citando l’Articolo 21 contro la “tecnocrazia globale”.

  • Dov’è la coerenza?: Marano chiede sovranità rispetto ai giganti americani, ma sembra negare la stessa sovranità alle oltre 30 emittenti italiane in onde medie . Il l’AM analogica e DRM30 è l’unica tecnologia che permette di esercitare la libertà di espressione senza dipendere da reti dati o mux controllati da terzi. Difendere l’Articolo 21 “solo per alcuni” trasforma un diritto universale in un privilegio di categoria.

3. Gina Nieri (Mediaset) e Giampaolo Rossi (RAI): Il Pluralismo dell’Interfaccia

Per i due giganti del settore, il pluralismo coincide con la visibilità dei loro tasti sulle Smart TV e sui cruscotti.

  • Critica di Sistema: Rossi e Nieri hanno descritto i contenuti RAI e Mediaset come baluardi democratici. Tuttavia, ignorando l’AM analogica e il DRM30, riducono il concetto di pluralismo a una competizione tra pochi soggetti strutturati. Il vero pluralismo democratico risiede nella diversità delle tecnologie e degli editori, non nella pre-installazione forzata di un’icona su un display proprietario.
Confernza del 12 marzo 2026

4. Il Fronte della Radio in Auto: Dini (Gedi), Montefusco (RDS) e Silvestri (Il Sole 24 Ore)

Tutti hanno concordato sulla centralità del ricevitore automobilistico. Eppure, nessuno ha menzionato il rischio che la radio sta correndo a livello europeo.

  • Il Nodo TRIS: Mentre si chiede protezione a gran voce, si tace sulla Notifica TRIS 2024-0550-IT. Come riportato nell’analisi di OMItaliane “L’Europa frena la radio”, l’Europa sta mettendo in discussione l’obbligatorietà del ricevitore tradizionale. Se l’ AM e DRM30 non verranno integrati con forza nell’Articolo 98 del Codice delle Comunicazioni, l’ascolto in auto diventerà una semplice applicazione “connessa”, soggetta ai costi e alle censure dei produttori software.

5. La Scadenza di Aprile: MIMIT e la Risposta a Bruxelles

Un elemento chiave, emerso solo parzialmente, è il motivo del ritardo nell’indizione del tavolo tecnico della 250/23/CONS.

  • La Realtà dei Fatti: L’AGCOM e il MIMIT sono in una fase di stallo strategico. Entro aprile, il Ministero dovrà rispondere ai rilievi della Commissione Europea sulla gestione delle tecnologie radiofoniche. Questa risposta non è una mera formalità burocratica: determinerà se l’Italia riconoscerà l’AM analogica e il DRM30 come infrastrutture critiche per il pluralismo e, soprattutto, come l’unico presidio di sicurezza nazionale per l’informazione in caso di calamità naturali.
  • Sicurezza e Orografia: Data la difficile conformazione del territorio italiano, le Onde Medie rappresentano l’unica gamma di frequenze capace di superare le barriere naturali e informare la popolazione nelle aree rurali e montane, dove il segnale DAB+ e FM è tecnicamente incapace di arrivare. In situazioni di emergenza nazionale, la capacità dell’AM e del DRM30 è di coprire vaste aree con bassa potenza trasmissiva garantisce che il ricevitore in auto rimanga un terminale di allerta vitale, indipendente dalla rete internet o dalle fragili torri locali. Sacrificare queste frequenze sull’altare dei grandi consorzi significa, di fatto, lasciare milioni di cittadini isolati durante le emergenze.

6. Conclusioni: Oltre la Superficie del Display

La conferenza di Confindustria ha mostrato una industry che guarda allo specchio, parlando di pluralismo ma temendo la concorrenza tecnologica dal basso.

  • L’Articolo 21 non può essere usato come un marchio depositato dai grandi editori.
  • La Prominence deve estendersi a tutte le tecnologie digitali terrestri, non solo a quelle che convengono ai Mux esistenti.
  • Il Tavolo Tecnico deve aprirsi subito dopo la scadenza di aprile, portando a bordo l’AM DRM30 come realtà operativa e certificata.

Senza una reale inclusione delle onde medie anologiche e digitali, la Prominence non sarà una difesa della democrazia, ma l’ultima barriera doganale di un mercato che rifiuta di evolversi in modo veramente plurale.

Recent Post

Translate »